Il bianco è un colore difficile da utilizzare perché le
regole che valgono con la luce non hanno un corrispondente diretto nella materia:
il bianco mescolato agli altri colori la maggior parte delle volte li snerva
della loro purezza e vivacità; inoltre se provate a mescolare tutti i colori
otterrete solo qualcosa che assomiglia al nero.
Il suo utilizzo in pittura ha da sempre generato delle
forti discussioni: grandi coloristi del passato come Rubens e Tiziano ne
utilizzavano il meno possibile e ne sconsigliavano vivamente l’utilizzo … ne
possiamo trarre un consiglio: in linea generale deve essere dosato con cura e
per certe condizioni, utilizzato correttamente, aumenta, per contrasto, il tono
degli altri colori ed è indispensabile per certe velature.
Ha una notevole
importanza se usato per l’imprimitura delle tele: il bianco utilizzato come
fondo permette ai colori trasparenti di acquistare una luminosità che sarebbe
difficile dare con altri metodi.
Avevo già accennato in precedenza i pigmenti sono variati
nel tempo: da una tavolozza di qualche colore oggi possiamo contare su
centinaia di pigmenti diversi; il bianco non è sfuggito a questo fenomeno
quindi proviamo a tracciare una breve lista (non esaustiva) dei bianchi in
commercio per poterne evidenziare pregi e difetti:
Il primo che possiamo considerare è il carbonato di
Calcio preso nelle sue varie forme e denominazioni: Bianco di Spagna ,Bianco
Champagne,Bianco di Firenze ,Bianco Meudon etc… che sono tutte crete bianche
che provengono da cave di conchiglie fossili.
Sono materiali economici ,la loro composizione chimica li
rende molto stabili e quindi possono essere utilizzati per quelle tecniche che
dovranno andare in contatto con sostanze aggressive dal punto di vista chimico.
Sono pigmenti assolutamente atossici.
Bianco di Spagna
Una curiosità: nel passato, usato insieme all'olio di lino cotto, veniva usato nei lavori di stuccatura del legno.
Indice di Stabilità: Luce:*****(ottima)
Umidità:****(buona) Calce:*****(ottima)
Calce
Ossido di calcio CaO, che si ottiene per calcinazione, in forni speciali, dalle pietre da calce, cioè da calcare costituito da carbonato di calcio. La calce viva, od ossido di calcio CaO, è un solido bianco, amorfo, di densità 3,4; fonde verso 2.580 ºC, volatilizza al forno elettrico e non viene decomposta dal calore. Attaccata dal cloro al calor rosso, è ridotta dal carbone al forno elettrico con produzione di carburo di calcio CaC2. Molto caustica, ha una forte affinità per l'acqua che la trasforma in idrossido Ca(OH)2 con un notevole svolgimento di calore; quando si versa un po' d'acqua sulla calce viva, l'acqua penetrando nei pori della calce evapora; la calce si gonfia, si spacca e si trasforma in polvere. Si ottiene così la calce spenta o calce idrata, polvere bianca, poco solubile nell'acqua.
Bianco San Giovanni
E’ un ossido di calcio e merita un discorso a parte: si
ottiene spegnendo la calce viva più volte con un procedimento piuttosto lungo.
E’ un bianco molto utilizzato soprattutto nell’antichità
e se ben preparato e macinato possiede un eccellente punto di bianco.
Il suo utilizzo prevalente è per gli affreschi proprio
per la sua natura: essendo, in sostanza, della stessa materia del supporto.
E’ un pigmento assolutamente atossico.
Indice di Stabilità: Luce:*****(ottima)
Umidità:****(buona) Calce:*****(ottima)
Appartengono a questa categoria una nutrita cerchia
d’ossidi di piombo: il carbonato basico di piombo, il solfato basico di piombo
e silicato di piombo.
Il carbonato basico di piombo viene comunemente chiamato “biacca”
ed è un pigmento di utilizzo antico e di testata qualità: è un bianco
particolarmente brillante e potente e se mescolato all’olio di lino che essicca
rapidamente e forma un film pittorico molto compatto e duro.
Qui finiscono i suoi pregi: la biacca subisce un
annerimento a causa del contatto col solfito d’idrogeno sospeso nell’aria e con
i colori a base di solfuri come i cadmi. Per questo motivo più di un dipinto rinascimentale e
molti disegni rinforzati a biacca hanno subito delle alterazioni. E’ un
pigmento difficile da trovare a causa della sua tossicità: viene mantenuta una
piccola produzione solo per usi professionali in quanto è assolutamente
insostituibile ai fini del restauro di opere antiche.
Il solfato basico di piombo è una qualità meno “pregiata”
rispetto alla biacca e viene chiamato bianco d’argento: non ne mantiene le
stesse proprietà pittoriche ma in compenso è meno velenoso. Viene utilizzato
industrialmente per impartire flessibilità e migliore adesioni a vernici per
esterni.
Il silicato di piombo è un pigmento riservato ad utilizzi
particolari e prettamente industriali: viene aggiunto alle vernice per
aumentarne le capacità anticorrosive.
A riguardo dei pigmenti a base di piombo allego una
piccola nota legislativa del 1961.
Avvelenamento da piombo: saturnismo.
Il piombo è tossico se viene ingerito. I sintomi dell'avvelenamento, che si
manifestano solo dopo l'accumulo di una determinata quantità di piombo nel
corpo, sono anemia, debolezza, stitichezza, coliche, e spesso paralisi dei
polsi e delle anche. Colori e giocattoli contenenti piombo sono considerati un
serio pericolo per i bambini. Il piombo può provocare riduzioni
nell'intelligenza, perdita della memoria, ritardare lo sviluppo motorio e
causare problemi all'udito e all'equilibrio. Negli adulti, un segno
dell'avvelenamento da piombo è l'aumento della pressione. Attualmente, il
trattamento dell'avvelenamento da piombo include la somministrazione di calcio
disodio etilendiamminotetracetato (EDTA): il piombo crea un complesso stabile
con EDTA, che viene poi espulso nelle urine.
Indice di Stabilità: Luce:***(media) Umidità:*(scarsa)
Calce:*(scarsa)
E’ un bianco scoperto “recentemente” e la sua diffusione
non ha più di qualche secolo: rispetto alla biacca è più resistente alla luce
ma meno all’aria e come tutti i pigmenti a base di piombo forma un film
pittorico molto compatto (non per niente è utilizzato come vernice
anti-ruggine).
Ha una tonalità di bianco più freddo rispetto a quella di
piombo oltre ad essere meno siccativo e coprente: tuttavia è assolutamente
esente da controindicazioni per l’utilizzo con altri pigmenti.
Per sua natura deve sempre essere mescolato in
proporzioni corrette con il legante altrimenti si rischia che essiccando crei
delle lamine soggette, nel tempo, allo sfaldamento.
Tra i pigmenti a base di zinco predominano due
tipi: l’ossido e il solfuro; il primo è un pigmento di migliore qualità e
per lungo tempo ha sostituito la biacca; il secondo meno qualitativo ma anche
meno tossico viene utilizzato mescolato ad altri pigmenti come quello di titanio, per accellerarne l’essicazione e evitarne lo
sfarinamento.
Una sua varietà “pregiata” viene chiamata Bianco di
China e il suo utilizzo prevalente è per la tecnica dell’acquerello.
Indice di Stabilità: Luce:*****(ottima)
Umidità:****(buona) Calce:***(media)
Nasce alla fine dell’ottocento è il surrogato per
eccellenza al bianco di piombo: è un miscuglio di solfuro di zinco e solfato di
bario di bario.
Rispetto al litopone è solubile in acqua e non reagisce
agli alcali.
Indice di Stabilità: Luce:****(buona)
Umidità:**(medio-bassa) Calce:*(scarsa)
Bianco di Bario (Fisso)
E’ un pigmento scoperto intorno alla metà del 700: è un bianco
trasparente e si rivela utile per velature.
Una curiosità: è il bianco che viene utilizzato in
medicina per particolari esami clinici quindi assolutamente atossico.
Indice di Stabilità: Luce:***(media) Umidità:****(buona)
Calce:***(media)
E’ un pigmento scoperto agli inizi del secolo ed è probabilmente il bianco che meglio può sostituire la biacca: è caratterizzato da un elevato potere coprente, elevata stabilità e inerzia nei confronti di altri pigmenti. Spesso viene miscelato con solfato di calcio, solfato di bario o silicato di magnesio sia per diminuirne il costo sia per limitare la sua tendenza allo sfarinamento. Lo si trova spesso, per lo stesso motivo, in combinazione con il solfuro di zinco.
Indice di Stabilità: Luce:****(buona) Umidità:****(buona)
Calce:****(buona)
Note:
Purtroppo per quanto abbia cercato ho trovato spesso delle
fonti contraddittorie o incomplete.
Nel caso della tossicità dei pigmenti il caso è lampante:
il bianco di zinco e il bianco di titanio secondo alcune fonti sono tossici,
secondo altre no.
Nella realtà credo che entrambe le fonti possano avere
ragione: abbiamo visto che esistono dello stesso pigmento svariate formulazioni e la ricerca
moderna spinge verso quei composti che al tempo stesso sono stabili e privi di
controindicazioni. A riprova di questo fatto sia il bianco di zinco che il
bianco di titanio sono comunemente usati in cosmetica: ad esempio nelle creme ad
alta protezione solare.